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La ristrutturazione e decarbonizzazione del patrimonio edilizio nella nuova direttiva europea sull’efficienza energetica

È stata pubblicata il 19 giugno 2018 sulla Gazzetta europea, l’attesa direttiva 2018/844/UE sull’efficienza energetica degli edifici che entrerà in vigore il 9 luglio 2018 e che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro marzo 2020. La nuova direttiva 2018/844/UE modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Per perseguire e mantenere gli ambiziosi impegni europei di riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto al 1990 entro il 2030, gli obiettivi di incremento della quota di consumo di energia da fonti rinnovabili e di aumento dell’efficienza e della sicurezza energetica, l'Unione europea ridisegna, in particolare, la precedente direttiva del 2010 sulla prestazione energetica degli edifici.

L’obiettivo della direttiva appena approvata è quello di promuovere e rafforzare un approccio strategico a lungo termine da parte degli Stati membri, chiamati a sostenere in maniera organica la ristrutturazione dell’intero parco immobiliare nazionale, pubblico e privato, a destinazione residenziale e non, per centrare risultati di alta efficienza energetica e decarbonizzazione del patrimonio edilizio nel suo complesso, con l’abbattimento delle emissioni di gas serra dell’80-98% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050.

In particolare, la direttiva identifica alcuni strumenti e modalità per conseguire gli obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici mediante:

  • la promozione di ristrutturazioni economicamente efficienti, volte a trasformare gli immobili esistenti in edifici ad energia quasi zero;
  • l’introduzione dei cosiddetti “indicatori di intelligenza” per gli edifici: strumenti in grado di misurare la capacità degli edifici di utilizzare nuove tecnologie e sistemi elettronici per adattarsi alle esigenze del consumatore, ottimizzare il suo funzionamento e interagire con la rete;
  • l’impiego di tecnologie smart ed evolute per garantire l’efficienza di funzionamento del sistema-edificio, mediante l’implementazione di sistemi di automazione e controllo;
  • la promozione della mobilità elettrica prevedendo la realizzazione di infrastrutture in tutti gli edifici di nuova costruzione, mediante la creazione di un numero determinato di posti auto destinati ai veicoli elettrici.

La nuova direttiva interviene anche modificando quanto previsto dalla direttiva 2012/27/Ue sull'efficienza energetica in merito alle strategie per attivare gli investimenti per la ristrutturazione edile.

Soffermandoci su quanto concerne l’efficienza energetica dei nuovi edifici e delle ristrutturazioni è stato introdotto il concetto di efficienza economica. È richiesto infatti che gli Stati membri facciano sì che, prima dell’inizio dei lavori di costruzione, si “tenga conto della fattibilità tecnica, ambientale ed economica dei sistemi alternativi ad alta efficienza energetica, se disponibili”, così come dovrà essere favorito l’utilizzo di tali sistemi alternativi ad elevata efficienza negli interventi di ristrutturazione. Inoltre dovranno essere valutati e presi in massima considerazione aspetti fondamentali di salubrità e sicurezza degli edifici, quali il benessere termo-igrometrico indoor, la sicurezza connessa ai pericoli di incendio e ai rischi sismici.

A questo proposito è interessante notare come la direttiva nelle premesse faccia riferimento alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità che stabiliscono come edifici più efficienti offrono maggiore comfort e benessere agli abitanti. Un isolamento adeguato, continuo e completo dell’involucro dell’edificio, privo di ponti termici, offre un comfort abitativo alto e crea un ambiente interno salubre.

Gli stati membri sono dunque chiamati a sviluppare politiche e orientamenti chiari all’interno di una visione coerente e ben definita, orientata al conseguimento degli obiettivi assunti per il 2050, passando per tappe intermedie a breve (2030) e medio periodo (2040). E’ fondamentale pianificare un quadro di interventi mirati e misurabili, precisando i risultati attesi dalle strategie di ristrutturazione e promuovendo un accesso paritario ai finanziamenti.

Considerando che quasi il 50% del consumo energetico europeo è impiegato per il riscaldamento e raffrescamento degli immobili, appare evidente che il raggiungimento degli obiettivi energetici, climatici e ambientali dell’intera Unione passa dall’impegno al rinnovamento e all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare, dando priorità all’efficienza energetica.

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