Cortexa - Efficientamento Energetico e Credito di Imposta

 

La cessione del credito d’imposta relativa all'Ecobonus per opere di efficientamento energetico si conferma un’opportunità valida anche per il 2018, con alcune novità

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato la Circolare 11/E che illustra tutte le novità riguardanti la cessione del credito di imposta derivante dalla detrazione fiscale riconosciuta per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici e spiega come usufruirne.

Questa misura si rivela particolarmente utile nel caso di interventi di riqualificazione energetica nei condomini dove può capitare che alcuni condòmini siano incapienti, che abbiano cioè un reddito imponibile non sufficiente a sfruttare le detrazioni. La possibilità di usufruire della cessione del credito non si limita solo agli interventi sulle parti comuni dei condomini, ma vale anche per quelli sulle singole unità immobiliari.

Chi può cedere il credito di imposta?

Tutti i soggetti che partecipano alle spese per la riqualificazione energetica degli edifici, compresi quelli che non potrebbero godere della rispettiva detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta. Il credito di imposta può essere ceduto anche dai soggetti IRES e dagli stessi cessionari del credito che a loro volta possono cedere il credito ottenuto.

In quest’ultimo caso, la cessione deve limitarsi ad un solo passaggio successivo a quello effettuato dal contribuente titolare del diritto.

L’Agenzia delle Entrate assicura comunque che non saranno presi provvedimenti per chi avrà effettuato più cessioni prima dell’emanazione della circolare.

A favore di quali soggetti può essere effettuata la cessione del credito?

Nel caso del condominio, tutti i condòmini al di fuori della “no-tax area” possono cedere il credito corrispondente all’Ecobonus a favore dei fornitori che hanno eseguito gli interventi, oppure ad altri soggetti privati. Il credito non può essere ceduto a banche o altri intermediari finanziari.

I condòmini che rientrano nella “no-tax area” possono invece cedere il credito anche a banche o intermediari finanziari.

I soggetti privati che diventano cessionari del credito, devono necessariamente essere collegati al rapporto che ha originato la detrazione. Questi soggetti sono le imprese che hanno effettuato l’intervento, oppure altri soggetti privati come associazioni e consorzi anche se con partecipazione di soggetti finanziari. L’essenziale è che questi ultimi non detengano il controllo dei consorzi o delle società, né una quota maggioritaria.

La cessione del credito derivato dall’Ecobonus può essere fatta anche a favore delle ESCO (Energy Service Companies) e delle SSE (Società di Servizi Energetici). Inoltre, il credito non può essere ceduto alle Pubbliche Amministrazioni, agli istituti di credito e agli intermediari autorizzati dalla Banca D’Italia all’esercizio delle attività di concessione di finanziamenti iscritti all’albo previsto dall’articolo 106 del Testo unico bancario (D.lgs. 385/1993).

La cessione è vietata infine anche nei confronti di tutte le società classificabili, ai fini dei conti nazionali, nel settore delle società finanziarie, i cui crediti nei confronti dello Stato inciderebbero sull’indebitamento netto e sul debito pubblico per l’importo del credito ceduto.

Quali interventi sono incentivabili e quali sono le aliquote determinate dalla nuova legge?

Riportiamo qui di seguito gli interventi ammessi per la relativa quota di detrazione:

Aliquota 50%

  • Serramenti e infissi
  • Schermature solari
  • Caldaie a biomassa
  • Caldaie a condensazione classe A

Aliquota 65%

  • Caldaie condensazione classe A con sistema di termoregolazione evoluto
  • Generatori di aria calda a condensazione
  • Pompe di calore
  • Scaldacqua a PDC
  • Coibentazione involucro
  • Collettori solari
  • Generatori ibridi
  • Sistemi building automation
  • Microcogeneratori

Aliquota 70%

  • Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente)

Aliquota 75%

  • Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + QUALITA’ MEDIA dell’involucro)

Aliquota 80%

  • Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 1 classe RISCHIO SISMICO)

Aliquota 85%

  • Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 2 o più classi RISCHIO SISMICO)

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