Edilizia Scolastica - Ricerca CORTEXA

 

In tema con le recenti proposte del Ministro dell’Istruzione sull’edilizia scolastica riproponiamo l’analisi dei dati raccolti da Cortexa grazie all’indagine commissionata al CRESME.

Con la riapertura delle scuole il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha annunciato la sua volontà di procedere, nell’ambito dell’edilizia scolastica, con alcune iniziative mirate all’analisi e al miglioramento del patrimonio edilizio scolastico italiano.

Attraverso la collaborazione con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e il CNR, è stata commissionata anzitutto una mappatura satellitare delle scuole volta a recuperare dati precisi in merito agli spostamenti degli edifici scolastici negli ultimi anni e individuare i casi più seri sui quali intervenire.

Oltre a questo si sta procedendo verso una semplificazione delle pratiche burocratiche che spesso ostacolano l’inizio dei lavori necessari per manutenere o ristrutturare gli edifici e proprio a questo scopo il 6 settembre, in occasione Conferenza Unificata delle Regioni, è stata approvata la bozza d’intesa proposta dal Ministro in seguito alla quale verranno stabiliti i criteri con cui il Miur ripartirà le risorse stanziate per l’edilizia scolastica.

Il Consorzio Cortexa, che da sempre ha a cuore le tematiche di comfort abitativo e di sostenibilità ambientale legata all’efficienza energetica degli edifici, lo scorso anno ha commissionato al CRESME uno studio accurato sulla situazione del patrimonio edilizio scolastico italiano. I risultati di questo studio sono stati raccolti in un abstract che Cortexa ha reso disponibile sul proprio portale a questo link.

Dallo studio è emerso che in Italia ci sono circa 52.000 edifici scolastici che in massima parte sono di proprietà e gestione pubblica. La maggior parte di queste strutture si trova in condizioni manutentive non idonee o inadeguate e presenta un quadro allarmante quanto a efficienza energetica e funzionale.

Il 63% di questi edifici, infatti, è stato costruito nel trentennio successivo alla seconda guerra mondiale, quando temi come il risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento non erano prioritari. Allo stesso modo anche le norme antisismiche dell’epoca erano assai deboli quando non del tutto assenti, pur essendo il 42% degli edifici scolastici stato edificato in zone a medio o medio-elevato rischio sismico.

Dallo studio si osserva inoltre come l’edilizia scolastica si riveli altamente energivora andando ad impattare sulla spesa pubblica per 1.300 milioni di Euro annui per il costo di esercizio degli edifici.

Proiettando opportunamente tutti i dati raccolti con la ricerca del CRESME, si è calcolato che agendo sul 20% delle strutture più energivore (2,6 TWh) con interventi di riqualificazione differenziati per zone climatiche, fra i quali l’isolamento a cappotto con sistemi di qualità, si potrebbe ottenere una riduzione dei consumi delle stesse di oltre il 48%.

La conseguente riduzione di emissioni di gas serra sarebbe consistente, attestandosi a -312 mila tonnellate che, tradotto in termini più facilmente comprensibili, si possono paragonare alle emissioni di 100mila automobili che in un anno percorrono 25mila Km. (Fonte: Indagine, elaborazioni e stime CRESME)

I dati raccolti attraverso lo studio commissionato da Cortexa rappresentano un’ottima base di discussione e confronto fra il settore e gli organi decisori in un contesto così sensibile e delicato come quello dell’edilizia scolastica dove diventa fondamentale intervenire con soluzioni di qualità, progettate e realizzate a regola d’arte al fine di valorizzare gli investimenti e massimizzare i vantaggi.

Scaricate l’abstract gratuito qui.