Quale è la differenza tra un Cappotto dotato di Benestare Tecnico Europeo e uno senza certificazione?

Il Benestare Tecnico Europeo (ETA) viene concesso solo in relazione all’intero Sistema a Cappotto, i cui componenti siano stati provati sia singolarmente che nell’insieme. Secondo il Benestare Tecnico Europeo, tutto il Sistema a Cappotto viene testato all’interno di una camera climatica e sottoposto a cicli che ne attestano, tra l’altro, la resistenza al freddo e al caldo, al gelo e al disgelo, simulando un invecchiamento pari a 25 anni. Il benestare ETA permette poi di marcare CE il Sistema, con controllo da parte di un Ente accreditato. Un Sistema a Cappotto privo di Benestare Tecnico Europeo non ha alcuna garanzia di funzionamento e durata nel tempo, ne’ alcuna verifica di costanza della qualità dei prodotti (mancanza di marcatura CE).

Esiste una garanzia sul prodotto finito “Sistema a Cappotto”? Cosa riguarda?

Per quanto riguarda il Sistema a Cappotto esistono due tipi di garanzie che possiamo tenere in considerazione: una garanzia di tipo tecnico sul Sistema in quanto tale, ed una di tipo assicurativo sul Sistema messo in opera. Per la garanzia di tipo tecnico, ci si riferisce sulle linee guida ETAG e alla marcatura CE che si basano sulla definizione di Sistema, cioè di insieme di materiali e componenti che devono essere assemblati affinché si possa definire un kit che poi diventerà un Sistema a Cappotto in grado di mantenere le prestazioni nel tempo. Il secondo livello di garanzia è assicurativo: in questo caso è possibile che chi fornisce il Sistema a Cappotto lo garantisca con delle polizze concordate prima dell’intervento, affinché il lavoro possa essere seguito e controllato in fase preventiva, esecutiva e a fine lavori: si assicurano solo lavori bene eseguiti, è bene capirlo da parte di chi richiede una polizza, e la polizza copre ogni difetto di materiale, ma solo errori di posa “in buona fede”. Nota: affidare un lavoro di cappotto a imprese non qualificate, basandosi sul minor prezzo dell’intervento, e poi coprire il lavoro con polizza assicurativa è una strada che viene sconsigliata a tutti i committenti.

E’ possibile valutare la durabilità di un Cappotto effettuato a regola d’arte?

Non è semplice indicare un tempo di durabilità assoluto di un intervento di Isolamento Termico a Cappotto, perché per farlo occorrerebbe stimare i parametri del decadimento (fessurazioni, scolorimenti, assorbimenti di umidità, ….), e programmare una manutenzione programmata che allunghi il tempo di vita utile del manufatto. Alcuni dati comunque sono disponibili: l’Associazione Europea dei Sistemi a Cappotto, EAE, ha affidato questa valutazione ad un ente terzo affinché il risultato di questa valutazione sia realizzato da un arbitro, un giudice imparziale. Questo giudice ha dimostrato che i Cappotti realizzati ad opera d’arte durano decine di anni, anche 40/50 anni e oltre.

Quali sono i danni maggiori che possono verificarsi durante la posa del Sistema a Cappotto? A cosa sono dovuti? Come possiamo prevederli?

Le regole per eseguire un buon Isolamento a Cappotto sono poche, estremamente semplici ed estremamente chiare. Devono essere note però prima di intervenire e realizzare il Sistema. Dobbiamo in primo luogo valutare se ci sono situazioni particolari di cui tenere conto, sia nel caso di nuova costruzione che di costruzione esistente, ad esempio la pendenza dei marciapiedi, o la assenza di protezioni dalla pioggia, che può portare l’acqua contro il muro della struttura. Si devono fare inoltre degli interventi per facilitare la posa, quindi i pluviali vanno opportunamente spostati affinché l’isolante possa essere posato al di sotto, senza che il posatore debba inventarsi delle soluzioni atipiche che possano comportare errori. La colla deve essere posata correttamente lungo il perimetro del pannello e non si deve insinuare tra pannello e pannello, per evitare la formazione di ponti termici e condense superficiali sul lato esterno, che possono provocare delle cavillature oppure delle vescicole qualora vi sia anche della risalita di umidità. La scorretta posizione della rete di armatura nell’intonaco di base può compromettere la qualità del Sistema a Cappotto. La rete deve essere posta tra due strati di intonaco, dall’alto verso il basso e con sovrapposizione, affinché sia continua. In corrispondenza degli spigoli e delle aperture vanno sempre utilizzati dei fazzoletti di rete posti obliquamente e che partano dallo spigolo medesimo, non a un centimetro dallo stesso. Questi fazzoletti evitano la formazione di crepe e cavillature oblique che si formano per effetto delle tensioni dovute allo spigolo stesso e alle forze che sono in gioco sullo spigolo. La finitura in spessore, infine, ha caratteristiche elastiche e consente di proteggere l’isolante e il rasante ed evitare che si formino cavillature o altre problematiche. In altre parole, la maggior parte dei danni derivano da una scorretta progettazione e/o posa del sistema. Vi ricordiamo che è fondamentale affidarsi sempre a ditte specializzate del Sistema a Cappotto per realizzare un Sistema posato a regola d’arte capace di vivere fino a 40/50 anni senza alcuna necessità di intervento, se non una manutenzione programmata (ogni 15-20 anni) consistente in una ripitturazione superficiale con prodotti specifici.

Esiste differenza tra la scelta di colori chiari e colori scuri durante la progettazione del Sistema a Cappotto?

Quando si realizza un Sistema a Cappotto i sistemisti Cortexa vi consiglieranno di scegliere i colori chiari o medi, e cioè con indice di riflessione alla luce maggiore del 20%. La ragione è molto semplice: se analizziamo per esempio una auto scura rispetto ad una auto chiara la prima assorbe molto di più le radiazioni solari e dunque la temperatura si innalza fortemente durante il periodo estivo. Accade lo stesso procedimento con il Sistema a Cappotto: se aumenta la temperatura esterna della superficie di un edificio, aumenta anche la forza che il calore ha di passare all’interno della struttura. Inoltre temperature molto alte stressano di più il sistema, provocando maggiori dilatazioni termiche, e dunque maggior rischio di fenomeni fessurativi. I colori medi e chiari consentono di ridurre le temperature superficiali, quindi ridurre lo sbalzo termico tra l’interno dell’edificio e l’esterno consentendo quindi di rendere più efficiente l’isolamento stesso nella soluzione a Cappotto ed inoltre di riflettere una quantità di energia superiore.

Quali sollecitazioni comporta un irraggiamento solare diretto su un Cappotto in EPS durante il periodo estivo ed i climi caldi? Possono verificarsi problemi di scollamento, deformazione, riduzione della vita del Sistema a Cappotto?

Quando un Sistema a Cappotto di tipo certificato è correttamente progettato ed eseguito, ogni singolo materiale ha la funzione di proteggere e garantire una elevata durabilità anche in condizioni estreme di caldo e freddo. Ciò avviene se vengono rispettati alcuni requisiti tecnici, con particolare riferimento alla scelta del colore. I colori chiari permettono di evitare un eccessivo surriscaldamento delle superfici del Sistema a Cappotto. Scegliendo di utilizzare colori scuri, si rischia di accentuare gli stress termici: giorno e notte, improvviso acquazzone in clima estivo, ombra su facciata assolata in clima invernale. Per un’ottimale prestazione del Sistema a Cappotto, durante le ore estive, Cortexa consiglia l’utilizzo di colori con un indice di riflessione IR superiore al 30% (il minimo ammesso, a parte sistemi speciali, è il 20%).

Quali possono essere i vantaggi di un’applicazione del Sistema a Cappotto su una struttura in legno?

I vantaggi ottenibili da un Sistema a Cappotto correttamente progettato ed applicato a regola d’arte secondo le linee guide contenute nel Manuale di applicazione Cortexa sono molteplici. Il Cappotto applicato sulle case in legno e sulle strutture leggere permette di proteggere l’edificio dagli influssi igrotermici, rendendo la struttura asciutta tutto l’anno, di eliminare gli interventi di manutenzione periodica, di migliorare le prestazioni termiche del fabbricato sia in inverno che in estate e, infine, di migliorare le prestazioni acustiche del fabbricato ed incrementare la resistenza al fuoco dell’intera struttura.

Quali sono le cause degli sviluppi di alghe e funghi sulle pareti dove desideriamo applicare un Sistema a Cappotto?

Funghi, batteri, fermenti, muschi, licheni, e alghe sono microrganismi assai diffusi in natura. Le cause dello sviluppo di alghe e funghi sono molteplici. Occorre distinguere tra fattori costruttivi, ambientali, climatici e dei materiali. L’umidità è in ogni caso il presupposto essenziale per lo sviluppo di alghe e funghi. Sull’asciutto questi microrganismi non attecchiscono. Quindi il progettista deve tener conto dei fattori climatici, costruttivi ed ambientali, quando progetta un Isolamento a Cappotto. Nella progettazione occorre assicurare un efficiente smaltimento dalle acque, una adeguata sporgenza del tetto, coperture orizzontali funzionali e adeguati gocciolatoi. Per migliorare la protezione contro le alghe e i funghi si possono poi utilizzare intonaci e pitture con cariche biocide, che tuttavia hanno uno spettro di azione e una durata nel tempo limitati. L’applicatore fornirà la necessaria consulenza nella scelta dei materiali e risponderà della loro corretta posa in opera. Edifici che presentano sulle facciate colonizzazioni algali o fungine vanno esaminati con attenzione prima di procedere al risanamento, in genere vanno sempre previamente ripristinate eventuali carenze costruttive. Per approfondire questa tematica vi suggeriamo la lettura di un documento elaborato dal Consorzio Cortexa che potrete consultare cliccando qui: http://www.cortexa.it/it/informazione/biblioteca/studi-sul-cappotto.html

Come si comporta il Sistema a Cappotto durante un incendio? Come intervenire dopo?

Un Sistema a Cappotto di tipo approvato secondo ETAG 004 non contribuisce in maniera significativa a un incendio in cui fosse coinvolto. Come caratteristiche di reazione al fuoco, e cioè comportamento nelle prime fasi dell’incendio (innesco), esistono Sistemi a Cappotto in classe Bs1d0, ossia che non provocano fumo e non gocciolano (tipici esempi, cappotti in EPS o PU), e Sistemi a Cappotto in classe A2s1d0, che garantiscono la quasi assoluta incombustibilità (tipici esempi sono i cappotti in LM). Alcuni Cappotti di tipo minerale possono costituire barriere alle fiamme, garantendo in questo modo prestazioni di resistenza al fuoco, e cioè tenuta nella fase di incendio pienamente sviluppato (flash over). In caso di incendio prolungato, in genere il Cappotto si deteriora e viene asportato e sostituito. In Italia non esistono normative di riferimento ma una recente circolare dei VV.FF. sul comportamento al fuoco delle facciate che prescrive per il Sistema a Cappotto una classe di reazione al fuoco minima di Bs3d0 se usiamo un kit, cioè un Cappotto certificato come Sistema. Quando non si utilizza un Cappotto certificato come Sistema, secondo questa circolare, deve essere garantita la prestazione (in termini di reazione al fuoco) dei singoli componenti: ciò esclude la possibilità pratica di utilizzare materiali isolanti di tipo organico.

Quale attestato bisogna richiedere all'impresa per essere certi della competenza nella posa del Sistema a Cappotto?

In Italia non esiste un percorso obbligatorio di qualificazione degli operatori dell’edilizia e dunque non esiste neppure un operatore ufficialmente formato per la posa del Sistema a Cappotto. In Paesi come Germania, Polonia, Francia e Austria, chi desidera realizzare un Sistema a Cappotto deve frequentare una scuola superiore tecnica di tre anni più due ed ottenere un diploma. In mancanza di questi requisiti non si è autorizzati ad applicare un Sistema a Cappotto. Il Consorzio Cortexa condivide questa strategia e si auspica che il Governo italiano possa rendere obbligatori analoghi percorsi di formazione mirati ad ottenere operatori professionali e certificati in edilizia. Al momento ciò che possiamo fare in Italia per capire se una impresa è adatta a realizzare un Cappotto è richiedere se l’impresa sia in possesso di certificati di partecipazione a corsi di formazione seri, svolti secondo moduli ben precisi, come ad esempio il modulo Cortexa dedicato agli applicatori, che il Consorzio svolge nei proprio centri di formazione. Il corso si conclude con una certificazione volontaria, garantita dalla singola azienda.

Quale è l'effetto del Sistema di Isolamento Termico a Cappotto? Come influisce sulla temperatura e il comfort abitativo?

Il Sistema di Isolamento Termico a Cappotto fa risparmiare denaro e protegge l’ambiente. Le temperature interne degli edifici isolati con questo Sistema diventano più gradevoli sia di inverno che d’estate, rimangono più costanti durante il corso di tutto l’anno. In inverno, le pareti esterne rimangono più calde e prevengono anche la formazione di muffe all’interno. D’estate le case isolate sono molto più fresche. I due effetti più evidenti e piacevoli dopo l’installazione di un Sistema di Isolamento a Cappotto saranno quelli di vedere aumentare notevolmente il comfort abitativo e ridursi altrettanto notevolmente i costi delle bollette, sia per quanto riguarda il riscaldamento invernale che il raffrescamento estivo.

Per quali facciate sono adatti i Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto?

I Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto possono essere applicati su ogni tipo di facciata che abbia una superficie idonea. Sono adatti a edifici nuovi o vecchi di ogni tipologia. Le uniche eccezioni sono gli edifici molto esposti all’umidità, per i quali è necessario progettare soluzioni ad hoc, e gli edifici con facciate storiche che sono tutelati e non possono subire interventi di alcun tipo sulla facciata.
Per quanto concerne la riqualificazione, il patrimonio edilizio italiano non di pregio degli anni 50/70 trarrebbe dall’applicazione del Sistema a Cappotto non solo un vantaggio in termini di risparmi, ma anche di tipo estetico, in quanto il cappotto consente di realizzare facciate molto belle. Nelle nuove costruzioni, inoltre, il Cappotto non rappresenta un limite o ostacolo alla creatività dei progettisti e dei commitenti, anzi, sarà di aiuto nel realizzare progetti belli e allo stesso tempo sostenibili, requisito imprescindibile del costruire di qualità di oggi.

I Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto possono essere usati per ogni tipo di architettura e tipologia costruttiva? Si possono applicare anche su facciate di edifici vecchi con decorazioni?

Per applicare un Sistema di Isolamento Termico a Cappotto è necessario solo un sottofondo liscio e in grado di reggere dei carichi. Per il resto può essere applicato su ogni tipo di facciata. Oggi esistono sul mercato sistemi ed elementi per riprodurre anche particolari effetti ottici delle facciate, ad esempio le decorazioni in stucco di certe facciate d’epoca. Questi elementi possono essere usati come decorazioni anche su edifici nuovi oppure su facciate storiche da rinnovare, purchè queste non siano sottoposte a vincolo architettonico e quindi assolutamente non modificabili nel loro aspetto esteriore.

Quanta energia per il riscaldamento risparmio, se decido di applicare un Sistema di Isolamento a Cappotto?

Questo calcolo dipende molto dalle condizioni in cui si trova l’edificio da risanare, dalla sua dislocazione geografica e dall’orientamento, così come dallo spessore di isolante che si intende applicare. In media possiamo comunque dire che in caso di risanamento di un vecchio edificio possiamo risparmiare circa 8 litri di combustibile per riscaldamento per ogni m2 di superficie all’anno. Nel caso di un edificio di 200 m2 il risparmio totale sarebbe di circa 1600 litri di combustibile.

Quanta energia per il raffrescamento estivo risparmio, se decido di applicare un Sistema di Isolamento a Cappotto?

Attraverso una serie di simulazioni analitiche, con lo scopo di valutare l'influenza dell’isolamento termico sulla domanda di energia per il riscaldamento e il raffreddamento in diverse località europee, è stato possibile determinare la quantità di energia da rimuovere dall’edificio al fine di limitare la temperatura dell'aria interna a un massimo di 25 °C nei periodi estivi.

Se in inverno la riduzione è del 90% per gli edifici nei climi Baltici e dell’ 80% per gli edifici nei climi mediterranei, i risultati che si ottengono per le prestazioni energetiche e termiche estive sono altrettanto interessanti. Un maggiore livello di isolamento, nei periodi estivi, permette di ridurre del 50% la quantità di frigorie e quindi di dimezzare il consumo elettrico dei condizionatori. I benefici dell’isolamento, nei climi mediterranei, non riguardano solo la riduzione del consumo di energia ma anche il livello di confort degli ambienti abitativi. Infatti, il numero di ore annuali con temperatura interna superiore a 25 °C può essere ridotto fino al 75% adottando un livello di isolamento eccellente. ll Sistema a Cappotto è quindi una soluzione ideale ed efficace per mantenere fresca e confortevole la casa nel periodo estivo.

Quali sono gli aspetti normativi e legali da rispettare quando si decide di installare un Sistema a Cappotto?

Alcuni aspetti, come la distanza tra gli edifici, piuttosto che la scelta del colore della facciata, devono essere concordati con il Vostro tecnico di riferimento nonché l’ufficio tecnico del Comune dove si trova l’immobile. Per quanto concerne invece l’applicazione a regola d’arte, questa può essere eseguita seguendo il “Manuale per l’applicazione del Sistema a Cappotto” di Cortexa, che potete scaricare qui.

Quale è la durata di un Sistema a Cappotto? Quando deve essere rinnovato o sostituito?

La durata e i cicli di rinnovo del Sistema a Cappotto dipendono da diversi fattori. In caso di materiali di qualità e una applicazione a regola d'arte, l’esperienza dimostra che il cappotto può vivere 30 / 40 anni senza alcuna necessità di risanamento. Dopo questo periodo sarebbe opportuno valutare se applicare una nuova rete di armatura e un nuovo intonaco di finitura. Fondamentale per una lunga durata del Cappotto, così come per qualsiasi altro elemento costruttivo, è la cura e la manutenzione dello stesso negli anni.

Se utilizzo un Sistema a Cappotto, ottengo automaticamente uno standard di “edificio passivo”?

Assolutamente no. Per raggiungere lo standard di edificio passivo devono essere isolate in maniera eccellente tutte le parti dell’edificio (ad esempio, anche le coperture), si devono installare infissi adeguati ed eliminare le dispersioni di energia attraverso una struttura perfettamente stagna, applicare un sistema di ventilazione controllata degli ambienti con recupero del calore. Per raggiungere questi risultati, o addirittura quelli di un edificio che produce più energia di quanta ne consumi, dovrete farvi assistere da un progettista specializzato ed esperto in materia.

Quali sono i Sistemi a Cappotto sostenibili?

Ogni Sistema a Cappotto è sostenibile. In pochissimo tempo infatti consente di risparmiare più energia primaria e CO2 di quanta ne sia stata utilizzata per la sua produzione.

Come faccio ad essere certo che il mio progettista, costruttore o applicatore mi offra un Sistema a Cappotto di qualità?

Per avere questa garanzia dovrai accertarti che tutti i componenti del Sistema siano di qualità e che il Sistema stesso sia debitamente certificato. Non da ultimo dovrà essere effettuata una posa a regola d’arte, così come spiegato nel “Manuale per l’applicazione del Sistema a Cappotto” di Cortexa.

Sono un progettista/costruttore/tecnico, dove posso imparare come si posa il Sistema a Cappotto?

Cortexa tiene regolarmente dei corsi di formazione sul Sistema a Cappotto e la sua posa. Per maggiori informazioni visita nella sessione “FORMAZIONE” le pagine “CORSI ONLINE” E “CORSI DI POSA”.

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