Cappotto antincendio: non esiste come prodotto “finito” e non è un requisito per accedere all’Ecobonus 110%

Il Cappotto antincendio non esiste: non è corretto parlare di cappotto antincendio bensì di sistemi con reazione al fuoco dichiarata e certificata che consentono di limitare la probabilità di incendio e la sua propagazione

Dal 2007 Cortexa, progetto associativo che riunisce le più importanti aziende del settore dell’Isolamento a Cappotto in Italia e riferimento a livello nazionale per il Sistema a Cappotto, si impegna a diffondere la cultura dell’Eccellenza nell’Isolamento Termico a Cappotto, assistendo ciclicamente alla nascita di falsi miti che si impegna a sfatare per informare e tutelare l’intera filiera, inclusi i committenti finali delle opere edili.

In seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio, che ha introdotto la novità dell’Ecobonus 110%, le informazioni relative agli interventi di riqualificazione energetica che circolano – in rete e non – risultano poco chiare, non esaustive e spesso incorrette, dando vita a pericolose false credenze. Il tema del cappotto antincendio è uno di questi “falsi miti”.

Cappotto antincendio: esiste in commercio?

Il cappotto antincendio non esiste. Non è infatti corretto parlare di cappotto antincendio ma di sistemi con reazione al fuoco dichiarata che consentono di limitare la probabilità di incendio, di propagazione e la caduta di parti della facciata così come indicato nella Circolare dei Vigili del Fuoco 5043 del 15/04/2013.
In Italia l’applicazione di tale circolare vale per edifici con altezza antincendio superiore a 12 m. Il progettista, in caso di installazione di Sistema a Cappotto, per rispettare le indicazioni può prevedere un sistema certificato che abbia almeno classe di reazione al fuoco B-S3-d0. Tale prestazione può essere raggiunta con diversi tipi di materiali isolanti (in particolare anche con EPS o PU, oltrechè con LM), come descritto in dettaglio all’interno della guida tecnica Cortexa dal titolo Comportamento al fuoco dei Sistemi di Isolamento a Cappotto.

Da Maggio 2019 è entrato in vigore il DM del 25/01/2019: si tratta di un’integrazione del decreto 16 Maggio 1987 relativo alle norme di sicurezza antincendio per edifici di civile abitazione. L’Art. 2 di tale decreto prevede che, per gli edifici di civile abitazione soggetti ai procedimenti di prevenzione incendi, debbano essere rispettati alcuni requisiti:

  1. limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno dell’edificio, a causa di fiamme o fumi caldi che fuoriescono da vani, aperture, cavità verticali della facciata, interstizi eventualmente presenti tra la testa del solaio e la facciata o tra la testa di una parete di separazione antincendio e la facciata, con conseguente coinvolgimento di altri compartimenti sia che essi si sviluppino in senso orizzontale che verticale, all’interno della costruzione e inizialmente non interessati dall’incendio;
  2. limitare la probabilità di incendio di una facciata e la successiva propagazione dello stesso a causa di un fuoco avente origine esterna (incendio in edificio adiacente oppure incendio a livello stradale o alla base dell’edificio);
  3. evitare o limitare, in caso d’incendio, la caduta di parti di facciata (frammenti di vetri o di altre parti comunque disgregate o incendiate) che possono compromettere l’esodo in sicurezza degli occupanti l’edificio e l’intervento delle squadre di soccorso.

Il Decreto non esplicita cosa si debba fare per rispettare i requisiti, tuttavia indica che può essere utilizzata la Circolare dei Vigili del Fuoco 5043 come utile riferimento progettuale.

Il Superbonus obbliga ad installare sistemi con particolari prestazioni al fuoco?

La risposta di Cortexa è no, l’Ecobonus 110% non obbliga ad installare sistemi con particolari prestazioni al fuoco. Tuttavia se il condominio (edificio di civile abitazione) è soggetto ai controlli di prevenzione incendi (per esserlo deve avere un’altezza antincendio superiore a 24 metri) e se l’intervento di coibentazione termica incide su almeno il 50% della superficie complessiva delle facciate che compongono l’edificio, allora i progettisti sono obbligati a porre attenzione ai tre obiettivi primari sanciti dal Dm 25 gennaio 2019 sopra elencati.
In caso di installazione di Sistema a Cappotto su condomini con altezza antincendio maggiore di 24 m (indicativamente circa 8-9 piani), il progettista può quindi:

  • seguire la circolare dei Vigili del Fuoco installando un sistema certificato con classe di reazione al fuoco minima B-s3-d0;
  • decidere di installare un sistema senza reazione al fuoco dichiarata (cioè un sistema non certificato come “kit”, non dotato di Valutazione Tecnica Europea (ETA). Tale soluzione obbliga a complicati sistemi di protezione integrativa, costosi e molto spesso di difficile realizzazione.

È di facile intuizione che, data la possibilità di ottenere un bonus al 110% non pagando di fatto l’intervento a cappotto, la maniera più semplice per rispettare le indicazioni è quella di installare cappotti certificati almeno B-s3-d0. In questo modo non vi sarebbero costi aggiuntivi da sostenere per rispettare il DM.

In conclusione, il Superbonus non obbliga l’utilizzo di sistemi con reazione al fuoco dichiarata, tuttavia oltre ad essere una prassi sempre consigliata, è il modo più semplice per rispettare gli obblighi normativi in caso di condomini con altezza antincendio maggiore di 24 m, e in generale per rendere le facciate sicure dal punto di vista antincendio.

Se desideri ricevere maggiori informazioni sul cappotto di qualità puoi contattare Cortexa. Se invece stai affrontando un progetto e vuoi essere certo della qualità del lavoro, richiedici una consulenza o un preventivo per il cappotto termico di qualità.

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