L’implementazione nazionale della Direttiva prevedeva la consegna alla Commissione Europea, entro il 31/12/2025, di una proposta di piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Sono 19 i paesi che non l’hanno presentata
EPBD: quali sono le scadenze per l’implementazione a livello nazionale
L’implementazione dell’EPBD (direttiva sulla prestazione energetica degli edifici) prevede una serie di scadenze che gli Stati Membri devono rispettare. La prima scadenza concreta risaliva al 31 dicembre 2025 e prevedeva la consegna del piano nazionale di ristrutturazione.
| ANNO | SCADENZA |
|---|---|
| 2024 | Entrata in vigore EPBD IV |
| 31 dic 2025 | Consegna alla Commissione della bozza del piano nazionale di ristrutturazione |
| maggio 2026 | Recepimento della direttiva negli ordinamenti nazionali |
| 31 dic 2026 | Presentazione del piano nazionale definitivo |
| 2028 | Tutti gli edifici pubblici nuovi devono essere a zero emissioni |
| 2030 | Tutti i nuovi edifici, inclusi quelli privati, devono essere a zero emissioni. I consumi energetici residenziali devono essere ridotti del 16% |
| 2035 | I consumi residenziali devono essere ridotti del 20 – 22% |
| 2040 | Bandito l’utilizzo di caldaie a fonti di energia fossile |
| 2050 | Parco edilizio UE a zero emissioni |
EPBD: cosa sono i piani nazionali di ristrutturazione
I Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici (National Building Renovation Plans – NBRP) sono strumenti di pianificazione strategica che ogni Stato membro deve redigere nell’ambito della Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) per programmare la decarbonizzazione del proprio patrimonio edilizio entro il 2050. In sostanza sono documenti di politica pubblica pluridecennali che definiscono come il Paese ridurrà i consumi energetici e le emissioni degli edifici.
EPBD: il testo integrale della procedura di infrazione per mancata consegna dei piani nazionali di ristrutturazione al 31 dicembre 2025
Si riporta di seguito il testo integrale della procedura di infrazione per il mancato rispetto della scadenza del 31 dicembre 2025 per la consegna dei piani nazionali di ristrutturazione, tratto dal sito ufficiale della Commissione Europea.
Ecco il testo:
La Commissione invita gli STATI MEMBRI a presentare le rispettive proposte di piani nazionali di ristrutturazione degli edifici previsti dalla direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia
La Commissione ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando lettere di costituzione in mora a:
- Belgio (INFR(2026)2014)
- Cechia (INFR(2026)2016)
- Germania (INFR(2026)2017)
- Estonia (INFR(2026)2019)
- Irlanda (INFR(2026)2023)
- Grecia (INFR(2026)2020)
- Francia (INFR(2026)2021)
- Italia (INFR(2026)2024)
- Cipro (INFR(2026)2015)
- Lettonia (INFR(2026)2026)
- Lussemburgo (INFR(2026)2025)
- Ungheria (INFR(2026)2022)
- Malta (INFR(2026)2027)
- Paesi Bassi (INFR(2026)2028)
- Austria (INFR(2026)2013),
- Polonia (INFR(2026)2029)
- Portogallo (INFR(2026)2030)
- Slovacchia (INFR(2026)2032)
- Svezia (INFR(2026)2031)
poiché non hanno presentato alla Commissione una proposta di piano nazionale di ristrutturazione degli edifici centro il 31 dicembre 2025. Tali piani nazionali di ristrutturazione degli edifici sono uno strumento essenziale e strategico che consente agli Stati membri di trasformare il loro parco immobiliare in una risorsa ad alte prestazioni, efficiente sotto il profilo energetico e decarbonizzata entro il 2050. Definendo percorsi di ristrutturazione prevedibili e chiare traiettorie a lungo termine, tali piani sosterranno la piena attuazione della direttiva rifusa sulla prestazione energetica nell’edilizia (direttiva (UE) 2024/1275) e garantiranno la necessaria stabilità e prevedibilità degli investimenti. Tali piani sono fondamentali per migliorare la prestazione energetica degli edifici e contribuire in tal modo a ridurre le bollette energetiche. La presentazione tempestiva dei progetti di piani consente alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani messi a punto siano completi, attuabili e allineati agli obiettivi aggiornati nazionali e dell’UE in materia di clima ed energia. La Commissione invita ora gli Stati membri interessati a presentare i loro progetti di piani senza indebito ritardo. Questi Stati membri dispongono ora di 2 mesi per rispondere alle lettere di costituzione in mora. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
EPBD e procedura di infrazione per l’Italia: i prossimi passi
Con la procedura di infrazione l’Italia e gli altri 18 paesi che non hanno presentato il piano nazionale di ristrutturazione vengono invitati a rispondere entro due mesi alle lettere di costituzione in mora inviate dalla Commissione Europea. In caso di mancata risposta, la Commissione potrà inviare un parere motivato. Il parere motivato è la seconda fase formale della procedura d’infrazione che la Commissione europea avvia contro uno Stato membro quando ritiene che questo abbia violato il diritto dell’Unione. La procedura è disciplinata dall’Articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il parere motivato è un atto formale con cui la Commissione espone in modo dettagliato:
- quale norma del diritto UE è stata violata
- in che modo lo Stato membro è inadempiente
- quali misure deve adottare per conformarsi
- entro quale termine deve farlo (di solito circa 2 mesi)
È quindi una diffida giuridicamente strutturata, che rappresenta l’ultima fase amministrativa prima del contenzioso.
Se lo Stato inadempiente continua a non conformarsi, il caso può essere portato davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Se la Corte accerta l’inadempimento e lo Stato continua a non adeguarsi, possono essere imposte sanzioni finanziarie sulla base dell’Articolo 260 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.