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Come posare il cappotto termico: scopri le regole fondamentali e gli errori ricorrenti da evitare

Come posare il cappotto termico: in questa pagina troverai i suggerimenti sviluppati dalla Commissione Tecnica Cortexa – basati su decenni di esperienza in cantieri che prevedono l’installazione di Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto – e i dieci principali errori di posa da evitare

Come posare il cappotto termico: il primo passo da compiere è scegliere un Sistema a Cappotto di qualità e correttamente progettato in tutti i suoi dettagli

Come posare il cappotto termico? Prima di rispondere a questa domanda, è necessario sottolineare che la qualità di un intervento di efficientamento energetico dell’edificio che prevede la posa del cappotto termico, non dipende esclusivamente dall’applicazione dello stesso, bensì da tre fattori chiave dipendenti l’uno dall’altro:

Come posare il cappotto termico: gli 11 principali errori da evitare

Un modo pragmatico e molto utile per rispondere ai quesiti dei posatori relativi a come posare il cappotto termico, è quello di analizzare gli errori di posa più ricorrenti che le aziende aderenti a Cortexa hanno potuto constatare negli anni:

1 – Sostituzione di un elemento del Sistema di Isolamento a Cappotto Certificato
Un errore grossolano, che può causare notevoli problemi di efficacia e tenuta del sistema, è quello di pensare che la sostituzione di un elemento all’interno di un sistema certificato non comprometta la qualità e le prestazioni del Sistema stesso. La realtà è che basta un elemento sbagliato per compromettere l’efficacia del Sistema intero.

2 – Stoccaggio inadeguato in cantiere dei componenti del Sistema a Cappotto
Il materiale impiegato per realizzare il cappotto termico deve essere stoccato in cantiere in maniera corretta. La posa deve essere realizzata con materiale che non abbia subito danni: in cantiere materiali e componenti del sistema – se non si presta la dovuta attenzione – possono perdere le proprie caratteristiche a causa di fenomeni naturali come l’umidità, l’irraggiamento solare o anche a causa di urti accidentali. Qualora materiali danneggiati venissero comunque utilizzati, i difetti estetici della facciata diverrebbero immediatamente evidenti ad opera completata. I difetti in termini di prestazioni sarebbero riscontrabili di lì a poco tempo.

3 – Posa del cappotto termico in condizioni ambientali inadeguate
Il cappotto termico non deve essere applicato se la temperatura scende sotto i 5°C o sale sopra i 30°C. Anche condizioni climatiche severe quali vento forte, esposizione all’irraggiamento solare diretto, pioggia, nebbia ed eccessiva umidità devono essere evitate poiché compromettono, per esempio, l’asciugatura e la presa dei materiali.

4 – Applicare il cappotto termico su supporto inadeguato
È fondamentale che il supporto su cui si andrà a posare il Sistema di Isolamento Termico a Cappotto sia stato verificato per accertare che:

  • sia sufficientemente resistente;
  • non presenti fenomeni superficiali che evidenziano la presenza di umidità;
  • non presenti fenomeni che possono pregiudicare l’adesione del collante.

Procedere all’applicazione del cappotto senza avere fatto queste verifiche e senza avere effettuato eventuali trattamenti preparatori, comprometterà l’adesione del pannello al supporto e quindi la stabilità dell’intera struttura.

5 – Incollaggio dei pannelli isolanti per punti
L’incollaggio per punti, che viene ancora troppo spesso effettuato nella convinzione che sia più veloce e che consenta di risparmiare materiale, è inadeguato. La norma UNI/TR 11715:2018 relativa alla progettazione e posa in opera di sistemi di isolamento termico a cappotto prevede due possibilità di incollaggio:

  • incollaggio a cordolo perimetrale e punti centrali;
  • incollaggio a tutta superficie.

Il metodo di incollaggio per punti non garantisce stabilità al sistema e consente infiltrazioni di aria esterna tra supporto e pannello. Questo errore non si vedrà né ad occhio nudo né mediante termocamera – a meno che non si commettano altri errori di ancoraggio che comporterebbero il distacco dell’intero sistema dalla facciata – ma si rispecchierà in un consumo energetico maggiore rispetto a quello calcolato in fase progettuale con il calcolo termico.

6 – Materiale non idoneo nei giunti tra i pannelli
I pannelli sono da posare partendo dal basso verso l’alto a corsi sfalsati uno all’altro e devono essere completamente accostati in orizzontale e verticale. Non devono essere presenti fughe visibili tra i pannelli. Eventuali fughe di ridotte dimensioni, derivanti dall’insieme delle tolleranze del supporto, dei prodotti e della posa, devono essere riempite con schiuma idonea se inferiori a 5mm o, altrimenti, con materiale isolante dello stesso tipo di quello dei pannelli. Errore comune è di riempire le fughe con malta collante o di non riempirle affatto lasciando una lama d’aria. Questi sono entrambi errori gravissimi poiché si introduce nel Sistema di Isolamento Termico una disomogeneità di materiale.

7 – Non effettuare la carteggiatura o il livellamento dei pannelli
Durante la posa, in accordo con le tolleranze relative a pannelli e supporto, possono essere presenti situazioni in cui si rende necessario eliminare “piccoli scalini” che si creano tra pannelli. Questa pratica può avvenire o mediante “carteggiatura” (per esempio per pannelli in EPS o PU) o con “livellamento” mediante rasante (per esempio per pannelli in lana minerale o di legno). L’abrasione avviene con l’uso di strumenti dedicati, quali carte abrasive e spazzole, in funzione del tipo di materiale isolante del pannello. Se il giunto tra i pannelli non viene regolarizzato è possibile che si creino spessori diversi di rasatura armata e conseguenti fenomeni fessurativi dovuti a differenti comportamenti elastici dei materiali.

8 – Commettere errori nella fase di tassellatura
La fase di tassellatura è da realizzarsi solo dopo la presa e l’indurimento del collante. Nei Sistemi di Isolamento Termico certificati, i tasselli sono ben individuati e descritti e certificati secondo la Verifica Tecnica definita da EAD 330335-00-0604 con categorie che dipendono dal tipo di supporto. La scelta del tassello è quindi veicolata dal Sistema di Isolamento Termico certificato.
La tassellatura prevede:

  • determinazione del tipo di supporto;
  • determinazione della quantità di tasselli;
  • scelta dello schema di posa (derivante dal Sistema di Isolamento scelto);
  • esecuzione dei fori;
  • inserimento dei tasselli.

In questa fase si evidenziano quattro principali errori ricorrenti:

  1. modifica della tipologia di tassello prevista dal Sistema certificato;
  2. errore nella scelta della lunghezza del tassello;
  3. errore nella fase di esecuzione dei fori;
  4. livellamento con malta collante della testa del tassello, troppo affondata.

9 – Rete di armatura del cappotto appoggiata e non annegata
La corretta applicazione della rete di armatura prevede che prima si applichi l’intonaco di base, su cui inserire la rete in fibra di vetro dall’alto verso il basso, in verticale con sovrapposizione di 10 cm tra i lembi adiacenti e senza pieghe. Successivamente si applica ancora rasante per la completa copertura della rete.
Un errore ricorrente che si osserva in cantiere è quello di appoggiare la rete in fibra di vetro al supporto e applicare direttamente e quindi solo una volta l’intonaco di base. Questa scorretta modalità di posa porta a due conseguenze:

  • la rete perde la sua funzione di armatura e quindi l’intonaco di base sarà meno stabile rispetto alle sollecitazioni ambientali esterne, con la conseguente formazione di fessurazioni e crepe e quindi con problematiche estetiche e strutturali;
  • se la rete è posta tra l’intonaco e il materiale isolante non avviene tra essi un’adeguata adesione, con il rischio di avere aree con l’intonaco che non ha aggrappato al pannello e quindi con conseguente instabilità dell’intonaco rispetto al pannello.

10 – Non proteggere la rasatura
Frequentemente accade che, una volta concluse le attività relative alla realizzazione dell’intonaco di base, non si proceda nel proteggere la rasatura realizzata. L’assenza di protezione della rasatura (per esempio per assenza di protezione del ponteggio) durante il periodo di asciugatura può comportare l’indebolimento dello strato della rasatura stessa in punti localizzati o su tutta la superficie rasata, a seconda delle condizioni ambientali più o meno sfavorevoli. Indebolire lo strato di rivestimento esterno può comportare problematiche di tipo estetico ma anche funzionale. Una volta asciugata – a maturazione avvenuta – è necessario che la rasatura armata venga protetta con lo strato di finitura prevista dal Sistema.

11 – Sbagliare la grana o lo spessore dell’intonaco di finitura del cappotto termico
Per esigenze estetiche si opta spesso per intonaci di finitura di grana troppo fine, non facenti parte del Sistema di Isolamento Termico a Cappotto certificato. In altri casi, viene sbagliato lo spessore dello strato di intonaco applicato. Questi errori possono condurre alla fessurazione dello strato e causare danni al Sistema a Cappotto.

Come posare il cappotto termico: affidati alle conoscenze di Cortexa

Se desideri migliorare le tue conoscenze di posa del cappotto termico, puoi partecipare ad uno dei corsi di posa del cappotto termico organizzato dalle aziende associate a Cortexa. Se vuoi approfondire degli aspetti specifici, puoi richiedere una consulenza gratuita sul cappotto termico ai tecnici Cortexa. In ogni caso non scordare di scaricare e leggere il nostro
Manuale di Applicazione del Sistema a Cappotto di Cortexa: si tratta di uno strumento fondamentale per creare le conoscenze di base sul cappotto termico.

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