Filippo Colonna (Cortexa) in Senato

AUDIZIONE DI CORTEXA IN SENATO PER CHIEDERE IL RECEPIMENTO DELL’EPBD IV

Il Presidente di Cortexa Filippo Colonna è intervenuto il 20 ottobre in Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato

Il presidente di Cortexa Filippo Colonna è intervenuto il 20 ottobre in un’audizione dinanzi all’Ufficio di Presidenza della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, su invito del presidente della Commissione, Giulio Terzi, nell’ambito di un ciclo di audizioni dedicate all’esame della Legge di delegazione europea 2026.

In questa occasione, il Presidente ha chiesto che il recepimento della direttiva (UE) 2024/1275, EPBD IV venga integrato nella Legge di delegazione europea 2026. Un passaggio, quest’ultimo, fondamentale affinché si possano compiere i passi successivi verso l’effettiva implementazione della direttiva nel nostro Paese, senza ulteriori ritardi.
Durante il suo intervento, il Presidente ha illustrato le ragioni ambientali, energetiche, economiche e sociali per le quali il recepimento è fondamentale, con riferimento al concetto di Energy Efficiency First e al ruolo chiave del Sistema a Cappotto per la strategia nazionale di efficienza energetica in edilizia.

Audizione di Cortexa in Senato: l’intervento di Filippo Colonna

Signor Presidente, Onorevoli Senatrici e Senatori, grazie per questa opportunità di ascolto.

Intervengo come Presidente di CORTEXA, l’associazione nazionale dei produttori di sistemi di isolamento termico a cappotto, conosciuti anche come ETICS.  Porto a voi le istanze condivise da  16 organizzazioni della filiera dell’isolamento e della riqualificazione energetica.

Con la presente audizione oggi chiediamo alla Commissione, alla maggioranza e al Governo:

  • di inserire nell’A.S. 2025 la delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/1275, EPBD IV, alias Direttiva Case Green, oggi purtroppo assente dal testo.  In merito ricordiamo che nel mese di luglio 2025, assieme a 25 sigle fra produttori, imprese, ordini professionali e consumatori, abbiamo inviato un appello per il tempestivo recepimento intitolato “Un Patrimonio da Salvare”.
  • Chiediamo altresì che la proposta di Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici sia pubblicata entro il termine stabilito del 31 Dicembre 2026 e che sia tempestivamente avviata la relativa consultazione pubblica prevista dall’articolo 3 della Direttiva.
  • Richiediamo una disposizione specifica con criteri attuativi, tempi certi e raccordo con il PNRE.
  • Chiediamo infine la possibilità di rendere noti i principi e i criteri direttivi da inserire nella legge di delegazione che nei giorni scorsi il Ministro dell’ambiente On. Pichetto Fratin ha dichiarato di aver trasmesso in bozza ai fini del recepimento.

Anche la recente apertura a integrazioni del Ministro Foti offre un’occasione per accelerare l’inserimento dell’EPBD nella legge, non solo perché è un impegno da rispettare ma soprattutto perché rappresenta un’opportunità irrinunciabile di interesse strategico nazionale. Le ragioni di questo sono sociali, energetiche, economiche e ambientali e vorrei brevemente esporle.

Recepire EPBD IV: le ragioni sociali

Iniziando dalle ragioni sociali, in base ai dati OIPE del 2024 il 9,1% delle famiglie italiane (2,4mln), sono in una condizione di povertà energetica. Un’ abitazione inefficiente, che in inverno disperde calore e in estate si surriscalda, si traduce in costi per bollette difficili da sostenere per le fasce più fragili e nella rinuncia a un adeguato comfort abitativo. [4] Il recepimento della direttiva, accompagnato a un Piano di implementazione e da strumenti accessibili, può ridurre notevolmente questa condizione di disagio e povertà.  Gli studi CORTEXA sugli edifici con cappotto indicano una potenziale riduzione dei consumi di energia fino al 45% e delle emissioni di CO₂ fino al 50%, un miglioramento del comfort abitativo invernale e estivo e una riduzione dei consumi per il raffrescamento del 50%. [3] Per proteggere socialmente le categorie fragili nell’accesso agli interventi però, incentivare i lavori non è sufficiente, occorre anche renderli accessibili agli incapienti fiscali e a chi non dispone della liquidità iniziale.

Recepire EPBD IV: le ragioni energetiche

In merito alle ragioni energetiche, ridurre stabilmente la domanda di energia proteggerebbe le famiglie italiane dalla volatilità dei prezzi dovuta agli shock geopolitici che stiamo vivendo ogni giorno. Gli aiuti temporanei per le bollette sarebbero più efficaci se accompagnati da interventi strutturali nel lungo periodo, che riducano il fabbisogno e creino al contempo indotto e PIL per il Paese. Recepire la Direttiva andrebbe esattamente in questa direzione, compiendo un passo importante per la politica di sicurezza energetica nazionale.

Il punto di partenza per affrontare il tema è il principio Energy Efficiency First, che ci ricorda che l’energia non sprecata è l’unica energia realmente sostenibile in quanto non acquistata, non prodotta e non importata. [6] Per gli edifici diventa più razionale dimensionare gli impianti sul fabbisogno residuo, una volta che l’edificio è stato isolato e ottimizzato. I dati ENEA su Ecobonus documentano questa convenienza: nella media di lungo periodo, la coibentazione dell’involucro presenta il più basso costo per kWh risparmiato tra le categorie considerate.

Recepire EPBD IV: le ragioni economiche

In merito alle ragioni economiche, una Piano di ristrutturazioni stabile e pluriennale genererebbe punti di PIL, migliaia di posti di lavoro e accrescerebbe il valore patrimoniale delle famiglie. La filiera industriale che rappresento, attiva da oltre mezzo secolo e interamente localizzata in Italia, necessita di una prospettiva di medio-lungo periodo: il comparto ha infatti investito in capacità produttiva e risorse umane sulla base di scadenze e prospettive chiare e poi via via modificate o cancellate.  Questa discontinuità rende impossibile programmare produzione, formazione, occupazione e investimenti. Il mercato è oggi completamente bloccato e registra una contrazione del 55% dei volumi negli ultimi 3 anni. Senza interventi urgenti e programmi chiari, c’è il rischio concreto di perdere capacità produttive e competenze necessarie nei prossimi anni. [3] Stabilità e traiettorie chiare sono le uniche ricette per l’attuazione di un programma di riqualificazione efficace.

Recepire EPBD IV: le ragioni ambientali

Per ultime, le ragioni ambientali. In Europa, come in Italia, gli edifici sono responsabili del 40% del consumo di energia finale e del 36% delle emissioni di gas serra.  Ridurre il fabbisogno energetico contribuisce alla decarbonizzazione e al miglioramento della qualità dell’aria, specialmente nelle città. Riqualificare significa pensare alle future generazioni. [2] I fenomeni atmosferici sempre più estremi a cui assistiamo ogni anno rendono questa esigenza non più rinviabile.

Per concludere, il recepimento della EPBD dovrebbe tradursi in un Piano con obiettivi verificabili, strumenti finanziari accessibili e risorse programmate, dando priorità agli edifici meno efficienti e alle famiglie più vulnerabili.  La Commissione Europea ha pubblicato la valutazione dei primi sedici Piani ricevuti lo scorso luglio, fra cui Francia, Germania e Spagna. [2, 9] Ebbene tutti includono l’isolamento termico. Per dare concretezza alla nostra richiesta, segnaliamo alcuni indirizzi per l’attuazione di un Piano per l’Italia:

Conclusioni e indirizzi per il recepimento e l’attuazione del Piano Nazionale

  • Un quadro di incentivi prestazionali di medio-lungo periodo per l’isolamento dell’involucro degli edifici, coerente con gli obiettivi al 2050 e regole che rendano praticabili gli interventi sulle parti comuni.
  • Per incapienti e famiglie fragili, istituire contributi diretti prenotabili oppure una cessione selettiva del credito a intermediari vigilati, con plafond, tetto di spesa e controlli; garanzie e prestiti sostenibili sulla quota residua. Le misure vanno coordinate evitando duplicazioni sulle stesse spese.
  • Sostegni graduati sui risultati energetici, verificando energia primaria totale (EPgl,tot) e fabbisogno termico utile (EPH,nd). Consentire lavori per fasi entro un progetto complessivo: sequenza, obiettivo finale e risultati verificabili, evitando rifacimenti e impianti sovradimensionati.
  • Coordinare incentivi, programmi per edifici pubblici e obblighi sulle rinnovabili secondo fattibilità tecnica ed economica, rimuovendo le esclusioni ingiustificate dell’isolamento opaco. Garantire corretta progettazione, posa, concorrenza e pluralità degli operatori, senza privilegi contrattuali, con controlli su materiali, sistemi e prestazioni dichiarate
  • Sportelli di assistenza a famiglie e condomìni e un tavolo permanente con MASE, MEF, MIMIT e associazioni della filiera per definire requisiti tecnici, qualità esecutiva e monitoraggio.

Signor Presidente, Onorevoli membri della Commissione, per le ragioni economiche, sociali, energetiche e ambientali appena descritte, per aiutare le famiglie più fragili, per la sicurezza energetica del Paese e per la salvaguardia di filiere industriali strategiche in un contesto complesso, l’Italia non può più attendere e pertanto vi chiediamo di inserire la delega al recepimento della Direttiva EPBD IV e dare certezze sulla presentazione del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici.

CORTEXA, le aziende che rappresento, le organizzazioni dell’intera filiera sono disponibili a partecipare ai tavoli tecnici con dati, competenze e proposte attuabili. Grazie a tutti per l’ascolto.

CORTEXA
Il Presidente

Filippo Colonna

Share

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su pinterest
Condividi su email
Condividi su print