Cappotto Termico Cortexa, progettazione dello strato armato

 

Consigli e indicazioni pratiche per la corretta progettazione ed esecuzione dello strato armato dell’Isolamento a Cappotto Termico

Gli intonaci di fondo del sistema a Cappotto Termico.  

La malta rasante, lo strato di armatura, la rasatura armata sono termini che si identificano nella norma tecnica ETAG 004 sotto la voce “intonaco di fondo”.  

Gli intonaci di fondo per la realizzazione di un sistema a Cappotto Termico possono essere di diversi tipi a seconda dei requisiti del Sistema di Isolamento Termico ed al tipo di lastra isolante utilizzata e si possono usare con spessore sottile, medio o alto.

Gli intonaci di fondo possono essere:

  • in polvere
  • in pasta esenti da cemento
  • in pasta con l’aggiunta di cemento

Gli intonaci di fondo sono per la maggioranza in polvere e vengono miscelati utilizzando acqua pulita e fresca secondo le indicazioni riportate sulle schede tecniche, si possono trovare anche intonaci pastosi esenti da cemento, pronti all'uso con la possibilità di regolare con acqua la giusta consistenza, ed in misura minore esistono intonaci pastosi con l'aggiunta di cemento da miscelare insieme, seguendo le prescrizioni del produttore.    

 

La rete di armatura per il Cappotto Termico, caratteristiche e posa in opera  

Elemento fondamentale è la rete di armatura realizzata in fibra di vetro tessuta e disponibile:

  • in differenti pesi
  • nelle versioni standard, medio e rinforzata  

La rete di armatura per il Cappotto Termico esterno presenta le seguenti proprietà e prestazioni:

  • resistenza agli alcali,
  • resistenza alla formazione di crepe,
  • resistenza all'impatto,
  • rinforzo dei punti di stress,
  • riduce la necessità di realizzare giunti di controllo.  

La rete entra nella certificazione ETA, per cui il produttore del Sistema sceglie la tipologia di rete più compatibile con i prodotti del kit che forma il Sistema di Isolamento a Cappotto. Prima di procedere alla realizzazione dello strato di armatura, occorre eliminare le irregolarità delle lastre isolanti applicate in facciata. Successivamente, vengono rinforzati agli angoli di porte e finestre, dove è necessario inserire reti di armatura diagonali direttamente sull'angolo con inclinazione di circa 45°, utilizzando strisce di rete di circa 200x300 mm. Attualmente si trovano in commercio reti presagomate già pronte, predisposte per questo impiego.

Dopo si passa all’applicazione dell'intonaco di fondo a mano o macchina, rispettando gli spessori indicati dal produttore. Vengono inseriti i teli di rete in fibra di vetro nell'intonaco di fondo dall'alto verso il basso, in verticale o in orizzontale, avendo cura di sovrapporre i teli di almeno 10 cm ed evitando che di formino pieghe. Si posiziona la rete al centro dell'intonaco di fondo con spessore nominale di 3 mm o nel terzo esterno dell'intonaco di fondo con spessore nominale di 5/8 mm, dove la rete funziona per contrastare le sollecitazioni che si sviluppano sulla superficie del cappotto.

ATTENZIONE: Posizionare la rete direttamente sulle lastre isolanti e poi stendere sopra l'intonaco di fondo è un errore, che provoca la formazione di crepe e il precoce ammaloramento del cappotto. La copertura della rete in fibra di vetro deve essere almeno di 1 mm di malta di fondo, ricordando che nelle sovrapposizioni dei teli in fibra di vetro sia di almeno 0,5 mm.  

 

Come realizzare l’armatura degli angoli e spigoli

Per la realizzazione degli angoli con l'utilizzo dei paraspigoli con angolari in PVC e rete in fibra di vetro integrata, si deve stendere l'intonaco di fondo della stessa larghezza della striscia di rete in modo che tutto il profilo angolare venga annegato in esso. La rete di armatura si raccorda con il profilo angolare sovrapponendo il telo di almeno 10 cm. In mancanza del profilo angolare, sempre consigliato, lo spigolo si esegue in contemporanea con l'applicazione dell'armatura, disponendo la rete di fibra di vetro su un lato per circa 200 mm e girare oltre l'angolo sovrapponendo per 100 mm nell'intonaco di fondo. La descrizione della realizzazione degli angoli esterni vale anche per l'esecuzione degli angoli interni con le due modalità, utilizzo di profili prefabbricati o della sola rete in fibra di vetro.

Per l'esecuzione degli angoli con gocciolatoio, nei casi di piano piloti o bovindo, si possono utilizzare specifici profili gocciolatoio che impediscono all'acqua piovana di scorrere in orizzontale, nell'area di intersezione tra facciata e solaio.  

 

Le prove di resistenza all’impatto e le categorie di utilizzo  

Il quadro normativo ETAG 004-2011, linee guida per l’omologazione tecnica europea di Sistemi di Cappotto Termico esterno con rivestimento in intonaco, definisce anche tutte le sollecitazioni meccaniche sulla facciata, come le sollecitazioni straordinarie, quali gli urti dei manubri di bicicletta, oggetti caduti o lanciati, mentre non vengono compresi gli atti di vandalismo.

Le prove di resistenza all’impatto devono essere effettuate secondo la ISO 7892. Ogni produttore verifica il suo kit di Sistema di Isolamento a Cappotto realizzando le prove d’ urto da 10 Joule, su 3 campioni, utilizzando una sfera d'acciaio da 1,0 kg, fatta cadere da un'altezza di 1,02 m e prove d’urto da 3 Joule, su 3 campioni utilizzando una sfera d'acciaio da 0,5 kg fatta cadere da un'altezza di 0,61 m. Viene osservato il diametro dell'impatto che viene misurato e registrato, e l'eventuale presenza di microfratture o crepe, nel punto di impatto, nella circonferenza e va evidenziato. Inoltre si esegue anche il test di Perforazione o Perfotest su spessori totali del rivestimento esterno con s< 6mm, l'ETAG 004 prevede 3 punzoni da 20, 12 e 6 mm l‘impatto equivale a quello di una sfera di 0,5 kg che cade da un‘altezza di 0,765 m; le misure effettuate devono derivare da almeno 5 test, e deve essere annotato il diametro del punzone tale da non perforare la superficie.  

Secondo l'ETAG-2011 l'impatto del corpo duro con la sfera d'acciaio e la perforazione dinamica con Perfotest rappresentano l'azione di oggetti pesanti, non deformabili o appuntiti che colpiscono accidentalmente l'ETICS. Sulla base dei risultati dei test ottenuti, l'ETICS è valutato come appartenente alla categoria I, II o III come segue:

  • Categoria I: Requisiti massimi, zona facilmente accessibile dal pubblico a livello del suolo e vulnerabile agli urti di corpi duri, ma non sottoposto ad uso anormale di massima.
  • Categoria II: Requisiti maggiorati zona suscettibile di impatti da oggetti lanciati o calciati, ma in luoghi pubblici in cui l'altezza della ETICS limiterà la dimensione dell'impatto.
  • Categoria III: Standard zona non suscettibile di essere danneggiata da urti normali causati da persone o da oggetti lanciati o calciati  

Tali categorie sono solo esempi di possibili utilizzi corrispondenti al grado di esposizione del Cappotto Termico. Infatti di seguito descriviamo come è possibile raggiungere e migliorare i valori di resistenza meccanica del Sistema a Cappotto, indicati dalle Categorie I e II.  

 

La resistenza meccanica del cappotto termico esterno  

Per ottenere una maggiore resistenza meccanica del Sistema a Cappotto Termico, specialmente nelle zone di zoccolatura, minimo 2 m, degli edifici pubblici, scuole, edifici con alta frequentazione ecc, si utilizza una rete di armatura rinforzata; questa deve essere inserita senza sovrapposizione dei lembi, in uno strato minimo di 2 mm di intonaco di fondo, prima dell'applicazione dei paraspigoli di porte finestre ed angoli dell'edificio, una volta asciutto si applica  la seconda rete di armatura del tipo standard, posizionata sfalsata rispetto al primo. Quindi facciate più resistenti agli urti, non servono solo nell'uso pubblico degli edifici, ma possono proteggere dai fenomeni metereologici estremi - come la pioggia battente, il vento, la grandine - che negli ultimi decenni stanno coinvolgendo anche l'Europa; serve un atteggiamento più attento verso i cambiamenti climatici, poiché questi fenomeni sono destinati ad intensificarsi nei prossimi anni.